Ho più volte detto che mi pare una follia pensare a qualcuno che non si conosce, che trovo il comportamento della nostra amica biasimabile.
Tutto è iniziato per colpa di un nome. Un nome stupido. Un nome che non è un ricordo. Poi quel nome è diventato presente. L'immagine bucolica di noi in bicicletta in mezzo alla campagna. Tu, adulto, mi coccoli. Mi racconti quello che io, piccola, non conosco. Mi dici dei vostri stati d'animo, delle perdite. Quegli occhi grandi parlano, mentre le mie sensuali lentiggini ti accolgono.
Al pensiero tremo.
Sei l'immagine di un passato audace, di un futuro inesistente.
E' un sogno, finirà, finirà presto.
Portami con te su quell'isola deserta a fare la rivoluzione.
mentitrice